Return of the dream

«Faccio spesso questo sogno, ci sono abituato. Non appena vedo le pareti di legno scurite dal tempo, e la porta socchiusa che si apre nel buio dell’ingresso, so già, anche nel sonno, che si tratta solo di un sogno, e la mia incontenibile gioia si spegne nell’attesa del risveglio. Talvolta succede qualcosa per cui smetto di sognare la casa, e… e i pini della mia infanzia… Allora mi assale la nostalgia, e io comincio ad aspettare con ansia il ritorno del sogno, nel quale mi vedrò di nuovo bambino e tornerò ad essere felice. Felice perché tutto è davanti a me, e tutto è ancora possibile».

Dal film di Andrej Tarkovskij “Lo Specchio

Linee che rievocano tratti infantili si disperdono dolcemente in un tempo sospeso; l’assenza del colore li rende sogni lontani, intangibili e fugaci, la sensazione di nostalgia cresce sempre più avvicinandosi al momento del brusco risveglio. Attraverso l’utilizzo di una penna grafica su carta fotografica, lasciandosi ispirare dalle scene oniriche del film di Andrej Tarkovskij

“Lo Specchio”, Danica Ondrej vuole rappresentare il tempo sospeso del sogno.

Karima RUZZI